mercoledì 29 giugno 2011

Alta fedeltà ... a cosa?

Fatidica domanda che ogni tanto si legge on-line o si sente fare nei circoli di appassionati.

Domanda che provoca un turbinio di ipotesi vasto come l'Universo. Si parte dalle risposte più elementari ed evidenti tipo: "alla musica dal vivo" per giungere a spiegazioni degne dei migliori filosofi della storia, del genere: "l'evento originale esiste solo nel momento in cui è prodotto e non è riproducibile in alcun caso. Anzi, a volte non esiste neanche in questo caso, che a seconda del grado di affaticamento del'ascoltatore, si sentiranno suoni diversi".




Ahimè, le cose sembrano complicarsi al punto che, alla fine, c'è sempre qualcuno che conclude che, visto che non se ne viene a capo, ognuno fa bene ad ascoltare come più gli piace, magari frapponendo fra sè e la musica un bell'equalizzatore che gli aumenti i bassi e gli alti, così magari gli viene anche voglia di ballare un po'.

Chi vi scrive non possiede la verità, se in questo caso verità esiste ma ha la pretesa di avere un'opinione, perlomeno.

Proviamo a ragionarci insieme. Se ascoltiamo il suono di un violino, lo riconosciamo come tale anche se riprodotto dall'altoparlantino di un telefono. Addirittura riusciamo ad interpretare come musica le orrende suonerie dei cellulari. Eppure sono registrate con compressioni intollerabili e passano attraverso un altoparlantino col diametro di una matita e di qualità infima. Questo c'insegna che il nostro cervello, tra le tante abilità, possiede quella di integrare ciò che manca e di ricostruire, dando parvenza di musica a suoni sgraziati e largamente incompleti. Sappiamo che uno strumento non si riconosce dalla nota pura che emette ma grazie alle armoniche prodotte.

Un "La" è tale se prodotto da un diapason o da un pianoforte. Le armoniche (o armonici, dipende ci si riferisce alle frequenze o ai toni) sono semplicemente frequenze (o toni, appunto) di valore multiplo rispetto a quello fondamentale.

Come dicevamo sopra, l'altoparlante di un telefono è in grado di riprodurre un numero estremamente limitato di armoniche, essendo limitato nelle sue prestazioni. Eppure riconosciamo un violino da un pianoforte, solitamente (vi sono eccezioni).

Allora? Stando così le cose per quale motivo spendere tanto denaro per un impianto che suoni meglio?

Una cosa è riconoscere un violino da un pianoforte, altra è distinguerlo da una viola, per esempio. O anche da un violoncello.

Una cosa è, anche in un brano di musica elettronica, carpirne la melodia, altra è sentire col corpo il lavoro di basso e batteria in gamma bassa, cogliere gli arrangiamenti di percussioni e di tutto ciò che è contenuto nel brano.

Da qui l'opportunità di avere degli strumenti in grado di riprodurre nel modo migliore ciò che è inciso nel disco (lo chiamiamo così per praticità, pur sapendo che si può trattare di un CD, un vinile, un nastro, un file ...). Prevengo l'obiezione: "Come sappiamo cosa c'è nella registrazione e cosa ha pensato di realizzare il tecnico del suono?" Non lo sappiamo, evidentemente nè - e qui sta il bello - ci deve interessare. Vogliamo poi parlare di coloro che non hanno mai messo piede in una sala da concerto e sfruttano l'alibi di cui sopra per continuare a pontificare da dietro un monitor, senza sapere ci cosa si stia parlando? Ci sono persone che hanno migliaia d'interventi sui forum e sono considerati "esperti" della materia, che non hanno la minima idea di come gli strumenti suonino veramente. Ogni tanto capita di leggere di qualcuno che, per la prima volta nella vita, vede passare la Banda cittadina sotto casa e si precipita a scrivere: "Cos'ho ascoltato finora?" ... Meno male che se n'è accorto, dopo qualche migliaio di consigli dati a vanvera agli ignari lettori, che si sono fidati delle sue "capacità". Il fatto è che molti credono di poter basare le loro esperienze sugli ascolti di altri impianti, magari nelle manifestazioni di settore, senza avere un'idea della realtà ...

... che esiste, eccome se esiste!

Realtà che, se conosciuta, permetterebbe di distinguere una buona registrazione da una pessima. Non serve essere musicisti per sentire che, purtroppo nella maggior parte delle registrazioni che contengono archi, il suono delle corde è preponderante rispetto a quello dello strumento al completo della sua cassa armonica. Se ascoltate un'orchestra, anche piccola, con magari solo sei violini che suonano insieme, sentirete un suono provvisto di un corpo che raramente si può ascoltare attraverso le registrazioni. Qualcuna si salva, però e tra queste si sceglierà quella che ci permetta di meglio giudicare il suono di un impianto.
E questo taglia la testa al toro sull'impossibilità di registrare suoni credibili.
Credibili, non identici, ovviamente.

Il problema di base è che, leggendo quali registrazioni molti usano per testare gli impianti, molti non hanno idea di particolari come questo che, se a prima vista sembrano poco influenti, non lo sono nella realtà, trattandosi di giudicare sfumature nella riproduzione della musica. Vale per gli archi dei quali abbiamo parlato sopra, come per qualsiasi altro strumento. Ci sono registrazioni, anche famose tra gli appassionati, che ripropongono un suono di batteria tanto spettacolare ... quanto fasullo.

Credo sia ora di concludere, che gli articoli troppo lunghi sul web non hanno senso, a mio parere.

C'è un solo modo per valutare il suono di un impianto hi-fi: paragonarlo alla musica dal vivo. Poi si possono fare tutti i distinguo del caso: riproduzione in scala, tara sulle registrazioni, influenza dell'ambiente d'ascolto, ecc. Ma ciò non cambia la sostanza. Altrimenti si tratta solo ed esclusivamente di my-fy, che è un'altra cosa, della quale qui preferiamo non occuparci.

Chiudo con una piccola nota polemica: quando abbiamo invitato gli "audiofili" (termine orrendo ma che qui appare più che indicato) a concerti VERI, non siamo mai riusciti ad incontrarli. Non si capisce il motivo ...

Se l'argomento è di vostro interesse, potete commentarlo e lo svilupperemo meglio.


16 commenti:

  1. Solo un piccolo contributo, visto che la pensiamo allo stesso modo.

    Negli anni 50, 60 e ancora agli inizi degli anni 70, si organizzavano i "live v/ recording" ove un gruppo strumentale veniva fatto suonare dal vivo, immediatamente ripreso e poi si faceva ascoltare in rapida successione la registrazione fatta (giusto il tempo di riavvolgere il nastro sulle bobine).

    Bisognerebbe organizzarne ancora: temo che i costi non sarebbero esigui. Ma sarebbe bello ritentare.

    Buona giornata
    Domenico

    RispondiElimina
  2. Ottima idea; qualcosa del genere l'ha fatta Audio Review nel suo stand al TAV di un paio di anni fa con un paio di musicisti.

    Si potrebbe cominciare dal 'materiale umano' disponibile in questo blog: un suonatore di batteria ed un corista "aggratis" li abbiamo già ;-) ed io potrei metterci i diffusori e l'amplificazione...

    RispondiElimina
  3. C'è stato un tempo in cui vendevo tanta hi-fi high end.
    Ricordo un cliente che dopo un'estenuante dimostrazione di un sistema i cui diffusori erano i Rogers S100, che suonavano interfacciati da "dio", mi chiese di fargli sentire un organo.
    Presi un disco di quelli che fece Virgil Fox con l'organo dei Fratelli Ruffatti (quasi 6000 canne)e lo misi avanti. Il cliente aveva una faccia tra il disgustato e l'annoiato. Tolsi il disco e immediatamente presi "avanti": "Scusi lei mi ha chiesto un organo e non mi ha specificato se ne voleva uno barocco oppure uno romantico, se di scuola tedesca oppure italiana". Insomma gli posi una serie di domande sull'organo che avrei dovuto far sentire e poi ottenni la risposta: "quello di quel disco lì".
    Era una delle più brutte incisioni che conoscevo dove c'era un organo spernacchiante pre-barocco che ovviamente non poteva piacergli ne allora, ne mai.
    Alla fine ammise che non aveva mai ascoltato un organo a canne dal vivo.
    Dimostrare impianti ad alta fedeltà a gente che non ha mai ascoltato il suono degli strumenti dal vivo è cosa veramente difficile.
    Molti di voi sanno quanto una tromba, dal vivo, può essere stridula oppure un violino aspro e raschioso. Se lo sentono su un disco, avete perso nel 90% dei casi la vostra vendita.

    RispondiElimina
  4. Scusate l'errore del post precedente: il caldo è caldo!
    I diffusori erano Spendor S 100.

    RispondiElimina
  5. Troppo comodo.
    Troppo comodo ghettizzare gli audiofili, definirli audiogonzi, dire che non possono giudicare gli impianti perchè non vanno ai concerti di classica (ma chi l'ha detto?
    Che ne sai di cosa fanno o dove vanno gli audiofili che scrivono sul forum, che sono poi piccola parte, il forum di AR avrà 20 utenti attivi)?
    I concerti dal vivo del toppaudio sono sempre stracolmi, e allora come la mettiamo?

    Gli eventi che organizzate con concerti per audiofili vanno deserti?
    E questo cosa dovrebbe dimostrare?
    Nulla.
    Al massimo che sono noiosi, brutti, o mal organizzati o comunicati.

    Questo post dovrebbe dimostrare che gli audiofili devono star zitti e che solo gli eletti possono scrivere le recensioni e pontificare su come suonano gli impianti?

    E chi volesse ascoltarsi solo il rock, che fa?
    Va lo stesso ai concerti di classica?

    Sorrido quando leggo gli interventi del Cicogna, che dopo scritto mirabilie su AR di oggetti quanto meno discutibili, arriva bel bello a dare degli audiogonzi a destra e a manca, e a dire che il suono anemico di molti (mini)diffusori non è vera alta fedeltà.
    Lo scrivesse su AR quando li recensisce...

    Un po' di sana modestia non guasterebbe, leggendovi pare che tutti i recensori siano abbonati da sempre a Santa Cecilia, alcuni addirittura hanno insegnato le basi della registrazione sonora a Jack Renner...

    Posso anche essere d'accordo sull'argomento (per me va ricercata la fedeltà alla REGISTRAZIONE, non al suono dello strumento, perchè la registrazione non la possiamo cambiare), ma BASTA con questa cosa degli audiofili che non vanno ai concerti, avete una rivista, usatela per educarli nel modo corretto, altrimenti siate coerenti.

    RispondiElimina
  6. Hai inanellato una serie di cazzate da record, complimenti! Cazzate anonime, visto che non hai neanche le palle per firmarti ma pur sempre cazzate. E' vero che io so chi sei ma è un peccato che gli altri non possano associare queste perle ad un nome. E poi, che c'entrano qui AR ed il Cicogna? Non si parla degli assenti.

    Avevo pensato di risponderti punto per punto ma poi mi è venuta in mente una cosetta, a proposito di quelli che non conoscono il suono degli strumenti. Fino al '200, i quadri avevano il cielo dipinto col colore oro. Fateci caso: è così. Si racconta che, ad un certo punto un signore chiamato Giotto di Bondone, un giorno alzò lo sguardo al cielo ed esclamò: "Maremma maiala, il cielo è azzurro!" Non ci credeva nessuno, non era possibile. Il cielo era sempre stato d'oro ed ora arriva questo qui a dire che è azzurro ...

    Continua pure a pensare che il cielo sia d'oro, tanto il mondo gira lo stesso.

    E non alzare la voce, con me, per cortesia.
    E' la prima e l'ultima volta che te lo chiedo.

    Angelo

    RispondiElimina
  7. Personalmente ho vissuto la situazione di cui sopra al contrario; ovvero, lo strano nei circuiti audio ero io. Quindi, come vedrà, Lei, anonimo amico, è solo una questione di interpretazione e non capisco il perché del suo atteggiamento.
    Qui nessuno ha detto che chi ascolta rock sia di seconda serie o qualcosa di simile; l'importante è avere uno scrimine che passa attraverso la musica dal vivo. Certo, qualche concerto di classica per poter fare la tara all'impianto non è inutile ed è anzi opportuno, ma se uno ascolta rock perché non tiene come riferimento i concerti che ha frequentato?
    Personalmente sono nato figlio di un musicista e ho cantato fino a tre anni fa, frequentando le sale da concerto anche come spettatore: cosa devo fare? Dimenticare tutto? No.
    Quanto ai recensori, caterogia cui appartengo, sulla rivista per la quale scrivo, riferisco spesso all'evento dal vivo ed il mio editore concorda con me. Quindi, come vede, questi discorsi non sono da blog, ma sono inculcati. Non piace? Non so che dire: io purtroppo non cambio.
    Un cordiale saluto
    Domenico

    RispondiElimina
  8. Tra l'altro, a proposito di rock, farei presente che da qualche mese ho sulla mia scrivania i biglietti per il concerto del 4 Luglio del Sig. Roger Waters. Titolo: The Wall.
    Evito il lungo elenco di concerti rock a cui ho assistito nella mia vita, che non interessano a nessuno. In qualche concerto (in scala ridottissima) ho persino suonato io.

    A proposito: con me ci sarà anche Domenico.

    RispondiElimina
  9. Se non vuoi commenti anonimi non hai che da togliere la possibilità di inserirli.
    Le cose che ho detto perdono di validità perchè sono anonime?
    Come al solito quando non si può o vuole attaccare gli argomenti si attacca chi li espone.
    Non ho alzato la voce, per quale motivo poi,il maiuscolo era solo per sottolineare.

    Cazzate,
    per te lo sono le cose che scrivo io, per me vale il viceversa.
    Io però argomento.

    Ti riporto un interessante messaggio trovato per la rete, concordo su molte cose:

    "Ci sono tanti "suoni" diversi nella musica dal vivo: sono così tanti i fattori che influiscono sul suono percepito dal pubblico (strumentazione, suono del musicista, suono della sala, distanza dalla fonte, eventuale amplificazione con tutti gli annessi e connessi, stato emotivo durante l'esibizione ecc ecc ecc) che citare o ispirarsi a un concetto "oggettivo" di realtà nella riproduzione è fuorviante in partenza.
    Questa grande varietà di suoni viene ripresa, registrata, lavorata elettronicamente (altre variabili), depositata su un media e poi riprodotta da un sistema elettronico ed acustico in un ambiente (altre innumerevoli variabili).
    Fatte queste premesse ditemi voi quale dovrebbe essere il modello "oggettivo" a cui ispirarsi! Una indefinita "musica dal vivo"? Ma quale musica dal vivo? 60 anni fa Briggs faceva i confronti blind dal vivo nei teatri tra un orchestra e i suoi impianti e casse super vintage e nessuno si accorgeva della differenza!
    Quello che voglio dire è: ci sono MOLTI modi di ascoltare la musica riprodotta, ci sono pochi parametri oggettivi e molti parametri personali.
    Il principio dovrebbe essere: se ti stai gustando quello che stai ascoltando, se stai godendo, allora ok! Se invece senti della distorsione, oppure che mancano i bassi profondi della 6 corda di Anthony Jackson o la sventola di uno special di ottoni della sezione fiati della Mingus Dinasty, o le vibrazioni alla pancia della canna da 32 di un grande organo da chiesa... allora cerca gli apparecchi che ti soddisfano.
    Ma questo non toglie che a volte guardare una piccola cartolina invece che un cartellone pubblicitario da 20 metri possa essere più piacevole e coinvolgente! O viceversa!
    Non voglio relativizzare tutto, però credo che bisognerebbe rispettare un po' di più la personale ricerca di ognuno verso il "suo" suono, senza ridicole polemiche personali... il mondo della riproduzione della musica è appassionante proprio perchè ci sono tante strade diverse e tutte, a modo loro, interessanti.
    Non dimentichiamo che lo scopo finale è semplicemente ASCOLTARE MUSICA, e possibilmente GODERE senza farsi troppe seghe mentali.
    L'arte non c'è bisogno di capirla, anche un incolto può godere se apre l'animo alla bellezza. E non mitizziamo le misure: alla fine decidono sempre le orecchie."

    RispondiElimina
  10. Posto che non ho mai usato il termine audiogonzo, sono in assoluto disaccordo con quasi tutto quanto riporti.
    I motivi sono spiegati nel mio messaggio di apertura, nel quale prevenivo quasi tutte queste affermazioni ma forse non l'hai letto, accecato dalla voglia di far polemica.
    Chi ha scritto quelle note gode col suo suono personale? Bene, meglio per lui.
    Si può scegliere di fare sesso e godere anche senza una donna, se ci si accontenta ...

    Discorso chiuso, questo è un blog e non un forum.

    Ciao

    RispondiElimina
  11. Scusate ma mi chiedo perchè questa necessità di essere polemici. Anch'io potrei scrivere un trattato sulle "storture" delle prese microfoniche o sul suono del rock dal vivo.
    Oggi, tranne certe band che cercano solo qualità, un concerto rock o pop è diventato solo una gara di watt. Subwoofer che spaccano i diaframmi di chi vi è posto vicino e da dove non esce una sola nota ma bordate esplosive senza alcun senso se non quello di mandare tanta gente in ospedale con la respirazione bloccata.
    Il mio intervento voleva solo raccontarvi di come persone che si avvicinano all'alta fedeltà si vogliono atteggiare a pseudocompetenti, pur sconoscendo la materia: la musica.
    Tuttavia, è vero. Molte registrazioni soffrono di difetti che vanno dalla sala di ripresa alle equalizzazioni che sono macroscopici.
    Ecco perchè io, grande appassionato di Jazz, non posso che adorare tutto quello che ci registrò Rudy Van Gelder dagli anni 50 in avanti.
    Oggi riascoltiamo le sue registrazioni di album che hanno fatto la storia musicale della nostra epoca (parlo sempre di Jazz) e si rimane esterrefatti...

    RispondiElimina
  12. Aragingo (magari un nome di battesimo, anche di fantasia ...), la polemica nasce nel momento in cui le persone che hanno la "coda di paglia" reagiscono, sentendosi punte sul vivo.
    E, come scrivevo all'inizio, partono con una serie di alibi a cui non crederebbero nemmeno loro, se non fosse che dopo tanto ripeterseli cominciano a farli diventare falsi dogmi.

    Se guardo una foto di Marylin senza effetti e poi quella di Andy Warhol, potrò anche affermare di preferire la seconda ma non posso certo dire che sia più fedele alla realtà. Che è solo una, piaccia o meno, pur nelle sue mille sfumature diverse.

    RispondiElimina
  13. Nessuna coda di paglia,
    ho solo risposto a questo:

    "Vogliamo poi parlare di coloro che non hanno mai messo piede in una sala da concerto e sfruttano l'alibi di cui sopra per continuare a pontificare da dietro un monitor, senza sapere ci cosa si stia parlando? Ci sono persone che hanno migliaia d'interventi sui forum e sono considerati "esperti" della materia, che non hanno la minima idea di come gli strumenti suonino veramente. Ogni tanto capita di leggere di qualcuno che, per la prima volta nella vita, vede passare la Banda cittadina sotto casa e si precipita a scrivere: "Cos'ho ascoltato finora?" ... Meno male che se n'è accorto, dopo qualche migliaio di consigli dati a vanvera agli ignari lettori, che si sono fidati delle sue "capacità". Il fatto è che molti credono di poter basare le loro esperienze sugli ascolti di altri impianti, magari nelle manifestazioni di settore, senza avere un'idea della realtà ..."

    Dato che è una storiella che comincia a diventare ripetitiva, non l'ho letta solo qui,ho espresso il mio parere in merito.
    Secondo me l'alibi è quello di chi, non potendo ovviamente conoscere le frequentazioni concertistiche di un audiofilo, o di chi scrive su un forum, o di chi frequenta una mostra aifai, vorrebbe tacitarlo a priori, in nome di una supposta mancata cultura musicale.

    Quanto all'alta fedeltà di un impianto di riproduzione per me ha attinenza solo con la fedeltà alla registrazione, non potendosi in nessun modo incidere su quella.

    Un impianto "fedele" dovrà limitarsi a riprodurre quello che c'è nella registrazione, che non necessariamente corrisponderà alla realtà (anzi).

    Mi si spieghi a cosa dovrebbe servire (al di là della propria cultura/soddisfazione e accrescimento) frequentare assiduamente concerti di classica per determinare se un impianto suoni o meno bene, quando (ad es.) lo stesso violino suonato da due artisti differenti ha un suono del tutto diverso.

    Devo saper distinguere i vari strumenti?
    Se ascolto musica è cosa ovvia, forse aiuterà più l'ascolto di "Pierino ed il Lupo" per gli strumenti classici, che un'intera stagione concertistica, che non farà certo male, ma al termine della quale nessuno mi garantisce di poter distinguere la viola dal violino.

    Per me l'alta fedeltà è alla registrazione, non certo alla realtà (quale poi delle tante?).

    Vostro audiogonzo.

    RispondiElimina
  14. Marco Rosanova1 luglio 2011 15:59

    Ciao Angelo, cosa ne dici di: si può cercare di rimanere il più possibile fedeli alla registrazione contenuta nel supporto quando quest'ultima è il più possibile fedele alla realtà.
    Senza considerare che seguendo questa strada si dovrebbe anche rispettare l'interpretazione del tecnico, ove non vi sia una realtà da registrare

    RispondiElimina
  15. Caro Marco,
    intanto ti porgo il più cordiale benvenuto, è un piacere averti qui.
    La tua affermazione è senz'altro corretta, a mio parere.

    Il mio discorso voleva però essere più generale, che nello specifico vale tutto ed il suo contrario.
    Mi riferisco alla necessità della CONOSCENZA.
    Se si conosce, si è in grado di valutare tanto l'impianto quanto la registrazione.

    Faccio un esempio concreto: un disco di Big Band. Abbiamo registrazioni nelle quali riusciamo con poca difficoltà a discernere i suoni emessi dai vari gruppi di strumenti e qualche volta anche all'interno dei gruppi stessi. Altre volte, il risultato è un coacervo di suoni poco chiari ed interpretabili.
    Qui entra in gioco la conoscenza di cui sopra. Se io ho assistito ad un concerto di big band, saprò cosa ci deve essere nel disco, indipendentemente dai riverberi ambientali, la distanza d'ascolto (che incide solo su alcuni parametri), ecc.
    Qundi avrò un'idea, seppur pallida, di cosa devo (non voglio, devo) ottenere.

    Il nostro amico che abbiamo letto anche prima, ci ha fatto l'esempio di un concerto rock per spiegarci che nel rock non esiste un suono univoco. Per certi versi ha ragione, come faccio a sapere se un amplificatore a valvole sta distorcendo, se ascolto una chitarra registrata già col distorsore? Impossibile, evidentemente. Ma anche qui, ci sono dei parametri da rispettare. Le voci sono sempre voci, per quanto effettate.
    Com'è possibile che con un certo diffusore io non sia riuscito a riconoscere come tale la voce di David Gilmour?

    E com'è possibile leggere sui forum di gente che scrive trionfante di aver ascoltato un brano rock "a livelli live" (testuale), con le Rogers 3/5 o qualcosa di simile?

    Di cosa parliamo? Evidentemente, costui non ha idea di cosa significhi l'affermazione che ha fatto.

    Ecco il motivo per il quale raccomandiamo di ascoltare molta musica e possibilmente di tutti i generi, prima di lanciarsi in affermazioni che sono francamente ridicole.

    Ci accusano di non divulgare la cultura, vedi primo messaggio dell'anonimo e poi si offendono se li consigliamo?

    Và che non è mica facile, questo mestiere ... :-)

    RispondiElimina
  16. Li consigliamo...

    :-)

    RispondiElimina