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venerdì 8 febbraio 2013

Audio Note Az Two; a volte le cose buone si dimenticano




Le avevo viste nel negozio Sound Machine, di Stefano Serralunga, a Milano. Usate, vendute a prezzo modico. Riconate di recente. Mi avevano sempre incuriosito. Tanti anni fa, quasi venti, avevo avuto in casa le AN-E, sempre di Audio Note, ma con i Burmester che avevo allora il suono non mi soddisfaceva fino in fondo. Nel frattempo molte cose sono cambiate nel mio impianto domestico (come peraltro è cambiato il suono Burmester odierno rispetto a quello dei finali 878 e del pre 897 che avevo allora, ma questo c’entra poco con le Az Two) e più andavo da Stefano, più mi veniva voglia di mettere mano al conto corrente. La cifra richiesta era un terzo del prezzo di listino attuale e ora della fine, guarda oggi, guarda domani, le ho comprate e le ho issate sino in casa. 
Collegate, mi sono trovato davanti ad una bella porzione del suono AN che conosco, un bel suono chiaro, con una facilità di emissione notevole; ma forse non le avevo “esplorate” a sufficienza e dopo qualche mese, causa anche un sovraffollamento di casse acustiche in giro per casa che mi impedivano una regolare convivenza con la mia Signora moglie e perché erano le più voluminose che avevo, ho pensato di disfarmene, vendendole ad un amico che le avrebbe date a suo fratello per ascoltare un genere di musica definito “tùnz-tùnz-tùnz”, quindi musiche da ballo o giù di lì (che sono poi quelle che io ascolto in auto, visto che sono un fedelissimo di Disco Radio). Poi, recentemente, il fratello dell’amico ha cambiato casa e le casse sono tornate libere e le ho ricomprate. In realtà, subito dopo averle vendute mi ero reso conto che erano entrare sottopelle e che ne avrei sentito la mancanza.
Comunque ora sono tornate a casa e sono collegate all’impianto.
La finitura è proprio economica ed anzi nella versione Cherry è anche piuttosto bruttarella anzichenò. Gli altoparlanti sono il consueto woofer in cellulosa tipico delle produzioni di Audio Note (è lo stesso montato sulla versione entry level della AN-E) da 8 pollici e un tweeter a cupola da 1,8 cm di diametro montato sotto il woofer. Il carico del basso è a tromba, come ci dice il produttore. Praticamente, guardando dalla grande porta posteriore, non si vedono gli altoparlanti che sono celati da un pannello che scende verso il basso della cassa, dove c’è una feritoia dalla quale le frequenze basse passano all’altra porzione di cassa acustica per poi uscire dalla porta posteriore. L’interno della cassa e tutto ricoperto di materiale smorzante. La morsettiera è predisposta per il bi-wiring. Alte 90 cm, sono dotate di punte da serrare.


Che dire? Che sono casse timbricamente sane, ben estese in frequenza, ma che soprattutto suonano con grande facilità. Quest’ultima è la caratteristica più evidente; uno ascolta e non si chiede se la dinamica ci sia o meno. Tutto fila via liscio, anche i contrasti più ampi (ovviamente riferito ad un ascolto in ambiente domestico; se avete una piazza d’armi rivolgetevi ai veri grandi sistemi a tromba, che quando ben posizionati e ben alimentati, non li batte nessuno) sono restituiti con facilità.
Le voci sono molto belle e comunicano un senso di verità che a questo prezzo uno non si aspetta proprio. Facili da pilotare anche perché piuttosto efficienti (93 db, secondo il produttore) non disdegnano l’amplificazione potente, ma lavorano bene anche con ampli di non esorbitante potenza. Le ricordo, ascoltate anni fa, amplificate con l’OTO SE di Audio Note, altro apparecchietto che terrei in casa molto volentieri (è forse l’Audio Note che prediligo). E sono corrette al punto che si sentono anche tanti piccoli particolari che spesso, con altre casse meno “libere”, restano un po’ costretti.
Valvole. Si, certo, nascono per andare con le valvole, ma non disdegnano anche amplificazioni a stato solido, purché non troppo spinte in alto e reggono tranquillamente massicce dosi di potenza, restituendo orchestre sinfoniche sufficientemente credibili, portando ad una rapida crisi gli ambienti meno curati.
Le ho amplificate con il duo Spectral (DMC12 e DMA50), con il duo Olimpia Audio Guglielmo II/Wyred 4 Sound ST 250 e devo dire che le preferisco con il secondo (così come mescolando le amplificazioni, preferisco il pre Olimpia Audio con il DMA50 piuttosto che il DMC12 con il Wyred 4 Sound). La pienezza del suono del preamplificatore Olimpia Audio dà maggior soddisfazione finale; diciamo che avvicina di più ad un suono “vero”.
Quanto al posizionamento, in casa mia, messe in angolo e orientate come dice AN il suono è un po’ gonfio sul basso; fermo ma gonfio. Preferisco una moderata e non troppo accentuata distanza dalla parete posteriore. E anche per l’orientamento, piuttosto che puntare davanti al punto d’ascolto, preferisco tenerle quasi parallele perché la scena sembra più alta e non si perde in focalizzazione di voci e strumenti.
Bi-wiring? Preferisco il mono-wiring; il bi ammorbidisce il suono. Se piace …
Comunicative. Questo l’aggettivo che mi viene costantemente in mente quando le ascolto. In una formale correttezza passa tanto del pathos della registrazione, rendendo godibile la riproduzione; e questo anche ai volumi infimi che si devono tenere dopo certi orari. Questi sono i diffusori passati per casa che meno di tutti sembrano nascondere anche a volumi bassissimi, da ascolto notturno.
Perché questo scritto e perché sul blog? Semplice: sul blog perché le casse acustiche sono mie personali e questo scritto perché ci sono apparecchi che non sono considerati e invece dovrebbero esserlo. Il che non vuol dire che tutti debbano avere le Az Two in casa perché ognuno resta libero di scegliere quel che gli pare; ma se c’è in casa un buon ampli (penso agli NVA, ai piccoli nostrani Syntesis, per fare degli esempi) non troppo potente, le Az Two possono essere papabili. Peraltro le si trovano, non senza qualche difficoltà, usate a prezzo basso. Quello di listino è un po’ alto se si considera la finitura (siamo sui 1700 € la coppia di street price, forse qualcosa meno), soprattutto la Cherry, perché la Black e la Noce danno un effetto di “meglio rifinito”, ma che alla fine dei conti, considerando il risultato, pare anche giustificato.
Insomma, un piccolo tributo ad un prodotto che mi soddisfa e che alla faccia di chi propala che AN debba andare solo con AN, io uso con un bel finale in classe D, vivendo felice e soddisfatto.
Saluti a tutti

Domenico






giovedì 7 giugno 2012

Giradischi Bauer Audio DPS "Der Plattenspieler"



Salve a tutti.


Oggi scriverò di un oggetto a me caro. Il mio giradischi principale: il DPS, nella seconda versione, detta 2, della tedesca Bauer Audio il cui titolare è Willibald Bauer.

DPS sta ad indicare il nome tedesco Der Plattenspieler, ovvero semplicemente "il giradischi". 

La versione 1 è stata abbandonata da tempo; aveva il cambio della velocità manuale. 

Oggi estistono la versione 2, che è quella che ho io e che costitusce, per così dire, la versione base, mentre la 3 è quella con l'alimentazione potenziata ed è il top of the line: va precisato che l'unica cosa che cambia tra il 2 ed il 3 è proprio  l'alimentatore, mentre tutto il resto (quindi giradischi vero e proprio e motore) è identico. 

Il DPS, nella versione 3, è stato indicato quale miglior giradischi provato nel 2010 dalla rivista americana Stereophile. Ho letto quella recensione, ma mi è parso di leggere qualcosa che avrei potuto scrivere io già della versione 2. Peraltro è da dire che il DPS godeva della stima anche di Kondo e di Ikeda, giusto per far tacere sul nascere le solite polemiche sui giradischi a cinghia e i loro presunti limiti, nonché dei gusti dei giapponesi che vorrebbero solo giradischi dei "bei tempi andati".



venerdì 6 aprile 2012

Un ascolto "privato": cavo di segnale AS DS Ag





Parlo poco di cavi. Non li considero così importanti come le elettroniche, come pare invece intenda qualcuno. Ma non sono neppure di quelli che negano la loro influenza sul risultato finale, al di là degli ascolti ciechi o non ciechi che siano (peraltro faccio sempre ascolti in cieco, con l'aiuto di qualche parente, tipicamente mio nipote, musicofil/audiofilo pure lui come lo zio che gli ha attaccato la "malattia").

Soprattutto fatico spesso a capire certi costi che paiono scorrelati dalla realtà o dalla quantità e qualità del materiale usato: vero è che spesso dietro alcuni cavi ci sono degli studi e tanti tentativi che in qualche modo giustificano alcuni costi.

Ma in questo caso sto parlando di un cavo in argento (quindi già uno si spaventa al solo pensiero) che, molto ben terminato e nella misura standard di un metro, costa 190,58 €.


mercoledì 4 aprile 2012

Un ascolto "privato" - FORTEVITA

Rimasto favorevolmente colpito dall'impianto presentato a Milano, al Milano hi-end, ho accettato molto volentieri l'invito per un ascolto a casa del progettista del marchio milanese.

Non ero solo e chi mi ha accompagnato, se vorrà, potrà scrivere e confermare (o confutare) quanto qui andrò a scrivere.

L'impianto ascoltato era composto da un sistema di lettura del segnale digitale (musica liquida, così la chiamano) in unione al preamplificatore (chiamato con certa originalità e ricerca semantica "Audiovisore"), al finale ed alle casse acustiche di ForteVita.

Le casse acustiche sono una novità, presentate al Milano hi-end 2012, ancora senza prezzo, basate su di un altoparlante coassiale Ciare con diametro del woofer di 25 cm circa, con un trattamento non standard e studiato dal progettista al fine di ottenere il risultato voluto. Il tutto lavora in una cassa acustica di dimensioni generose ma non ipertrofiche (diciamo che saremo intorno agli 80 cm di altezza, una quarantina di larghezza e poco più di una ventina di profondità), ben finito e che poggia su un supporto che le alza di una ventina di centimetri da terra.

Le elettroniche sfruttano la circuitazione proprietaria di ForteVita.

Che dire dell'ascolto? Positivo. Decisamente positivo.


mercoledì 14 marzo 2012

GaKuOn Audio Note japan

Sono ormai quasi 20 anni che possiedo questi amplificatori monofonici che erano quelli personali di Kondo San e che sono rimasti gli unici 2 esemplari prodotti in questa particolare configurazione.
Ai tempi (credo verso inizi 1992) vennero recensiti da Ken Kessler (ed anche da una rivista ungherese), a dire il vero, la foto che venne messa in internet momento al della pubblicazione dell' articolo (1993) non corrisponde ai finali con le 845 ma ai successivi con le 211, in quanto, non vennero più prodotti e i finali sbarcarono prima al TAV e poi da me, da dove non sono più usciti.
Non sono un tecnico, ma so che l' alimentazione usa anche delle componenti non a valvole e che M- Kondo decise di non produrne altri in quanto non disponeva di altri trasformatori che lui ritenesse adatti per produrne altri (da quanto ne so io, aveva altri 2 trasformatori, ma li voleva tenere come eventuali parti di ricambio).
Premetto che ho avuto modo negli anni, grazie ad amici/negozianti/distributori/importatori, di provare/posseder nel mio impianto quasi tutti gli amplificatori e preamplificatori di produzione Audio Note Japan (ANJ/KONDO) e devo dire che, a mio gusto, nel confronto diretto con l' 845, ci hanno, per un verso o l' altro, sempre lasciato le penne...
Naturalmente, questa non è e non vuole neppure essere un' affermazione assoluta. Semplicemente, per me e nei diversi impianti in cui li ho inseriti, per alcuni parametri, a me cari, li ho sempre trovati superiori.


sabato 20 agosto 2011

Amplificatore Brinkmann Vollverstaerker

Un piccolo, grazioso e bensuonante apparecchio che ho avuto a disposizione per un paio di mesi e del quale ho scritto qualche riga che qui sotto riporto.
Buona giornata
Domenico



Amplificatore integrato
Brinkmann Vollverstärker
Produttore Brinkmann Audio GmbH, Achberg (Rep. Fed. Germania), www.brinkmann-audio.com
Distributore per l’Italia Music Tools, Montelabbate (PU), www.musictools.eu
Prezzo di listino 6.120,00 €

Brinkmann, nell’immaginario collettivo, è sinonimo di giradischi analogici. Tuttavia, non da oggi, Brinkmann è anche elettroniche piuttosto ben considerate ed anche sistemi di altoparlanti altrettanto ben noti. Se leggete il mio reportage dal Monaco hi-end del 2008 su Videohifi.com potrete rilevare che una delle poche sale segnalate in quell’occasione, fu proprio quella di Brinkmann.

martedì 5 luglio 2011

Casse acustiche Infinity Prelude 40

Buongiorno a tutti,
questo il testo della recensione delle casse acustiche in oggetto che non fu poi pubblicata perché nel frattempo il prodotto venne - purtroppo, aggiungo io - tolto dal mercato. Il prodotto rimane però parecchio interessante e laddove lo si trovasse usato ad un prezzo congruo, l'acquisto varrebbe d'esser considerato.
Buona giornata
Domenico

INFINITY PRELUDE 40


Distributore per l’Italia: http://www.kenwood.it/
Costo: 3.990 € cadauna
Infinity ritorna nel mondo dell’hi-end, dopo una parentesi piuttosto lunga.
Un rientro dalla porta principale, perché - sia detto subito – le Prelude 40 non sono affatto un prodotto banale, fatto così, “tanto per ricordare che ci siamo”. Il numero 40 sta ad indicare gli anni di attività di Infinity, ovvero da quando quel Servo Static comparve ed iniziò ad instillare nel mondo audio l’idea che un nuovo grande marchio fosse nato. Da lì fu poi tutta una serie di prodotti rimasti nella memoria collettiva come i Quantum Line Source, i Quantum Reference (con quella strana anta orientabile), le varie IRS Beta, Gamma ecc, fino ai modelli più recenti.

venerdì 1 luglio 2011

Giradischi TRANSROTOR ZET 1

Buongiorno,

i giradischi tedeschi, soprattutto quelli del marchio in questione, vengono spesso tacciati di essere dei begli esercizi estetici e basta; in realtà, le cose non stanno esattamente così. Sicuramente il gusto estetico teutonico è soddisfatto, posto che l'apparecchio è di notevole fattura e certo non passa inosservato; ma ha anche un funzionamento rassicurante.

Un cordiale saluto
Domenico

Giradischi TRANSROTOR ZET I
Produttore: Transrotor, Germania, www.transrotor.de
Distributore per l’Italia: Hi-Fi United s.r.l., www.hifiunited.it
Costo: 2.990,00 € per lo ZET1; 3.780,00 € per il giradischi e il braccio.







mercoledì 29 giugno 2011

Ortofon Kontrapunkt B

Buongiorno,

questo è il testo di una recensione che scrissi un paio d'anni fa, mai pubblicata perché il prodotto era nel frattempo uscito di produzione, sostituito dalla nuova serie Cadenza dello stesso storico marchio.

In realtà questo fonorivelatore lo si trova ancora online, presso alcuni venditori esteri che ancora l'hanno in stock; il prezzo è oggi più vantaggioso di allora. Pubblico qui quanto scrissi, laddove possa essere d'interesse per qualcuno.

Buona giornata
Domenico

Testina a bobina mobile
ORTOFON KONTRAPUNKT B
Distributore per l’Italia HI-FI UNITED s.r.l., Piacenza, sito internet www.hifiunited.it
Produttore ORTOFON A/S, Nakskov (Danimarca), sito Intenet: www.ortofon.dk
La confezione, oltre la testina, comprende: giraviti in metallo, pagliuzze di ricambio tra braccio e testina, set di viti amagnetiche, pennello per la pulizia dello stilo e manuale di istruzioni (valido per tutte le testine della serie Kontrapunkt)

lunedì 27 giugno 2011

Preamplificatore Olimpia Audio Guglielmo II

Capita spesso che si provino approfonditamente degli apparecchi e che se ne prendano appunti che poi non sfociano in una recensione, ma restano nel database di quel che è stato attentamente ascoltato. E' il caso di questo preamplificatore del quale ho appuntato quanto vi sottopongo ora.
Un saluto a tutti
Domenico
Pramplificatore
OLIMPIA AUDIO GUGLIELMO Mk II
Costo: 1.500,00 €
Costruttore: OLIMPIA AUDIO, Milano (www.olimpiaudio.com)
Guglielmo, ovvero una gradita sorpresa.
Giunto alla sua seconda versione (esteticamente completamente differente dal suo predecessore), è il preamplificatore “piccolo” di Olimpia Audio, l’impresa milanese di cui è titolare Silvano Sivieri. Apparecchio ibrido (nel senso che utilizza una valvola con carico attivo a transistor e polarizzazione a led), minimalista, utilizza al suo interno un solo triodo ECC82. Guglielmo Mk II è dotato di tre ingressi alto livello ed una uscita per il finale. La costruzione è curata quanto basta, sì da giustificare l’artigianalità del prodotto ed il prezzo appare commisurato alla finitura dell’apparecchio (migliorata rispetto a quella che era la finitura del finale Alfonso), ma piuttosto contenuto in relazione alle prestazioni sonore.

I miei articoli - Amplificatori di potenza Bryston 28B SST

http://bryston.com/pdfs/07/ItalianReview_28BSST.pdf

I miei articoli - Cavi MIT Oracle MA-X e Magnum MA

http://www.mitcables.com/pdf/audio_review_italia_february_2009.pdf

giovedì 23 giugno 2011

JBL 4350B - Il risveglio dei dinosauri


Finalmente soddisfo alcune richieste che volevano pubblicassi la mia recensione delle JBL 5350B, apparsa su AudioReview n. 319, del Febbraio 2011.

Spero vi divertiate a leggerla tanto quanto mi sono divertito a scriverla.

Un doveroso ringraziamento a Quirino Cieri, memoria storica
ed il maggior esperto di JBL che conosca personalmente.